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L’ACQUA COLTIVA LA PACE: INIZIA LA 26° SETTIMANA NAZIONALE DELLA BONIFICA E DELL’IRRIGAZIONE

“Soil Art Tales – Living Ecosystems for shared futures” è una mostra d’ “arte ecologica” (la crisi climatica come iperoggetto), allestita fino al 5 Giugno prossimo negli spazi di villa Altieri, a Roma, quale secondo appuntamento, dopo quello in Portogallo, con le 7 tappe in altrettante istituzioni pubbliche europee, previste dal progetto Soil Tribes, finanziato da “Horizon Europe”.

Organizzata dalla Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua-UNESCO (oltre 130 strutture in 44 Paesi), promossa in Italia da ANBI e dalla Città metropolitana di Roma Capitale, l’esposizione presenta le opere di 4 artisti, selezionati dopo il lancio di una “call”: l’italo-sudanese Binta Diaw (“Paysage Corporel”), l’olandese Nikki Lindt (“Subterranean Voice”), la britannica Jo Pearl (“Dirty Secret”), il portoghese Miguel Teodoro (“Peripheral Deserts”). Obbiettivo comune è esplorare le profonde connessioni tra suolo, acqua e vita, traducendo la conoscenza scientifica in narrazioni sensoriali ed esperienze condivise verso percorsi di consapevolezza, cura e responsabilità.

La mostra è curata da Stefano Cagol, presente al “vernissage” inaugurale, insieme ad Eriberto Eulisse, Direttore Esecutivo del Global Network of Water Museums; Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI; Francesco Nazzaro, Capo di Gabinetto della Città Metropolitana di Roma Capitale.

“Siamo convinti che l’arte sia uno straordinario strumento per comunicare la scienza. Ideale prologo alla Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, la mostra Soil Art Tales è un ulteriore tassello per promuovere come suolo ed acqua non siano elementi marginali, ma fondamentali per la qualità della vita, diventando addirittura inumani target bellici, come dimostrano le cronache dai fronti di guerra” commenta Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“L’acqua coltiva la pace” è infatti anche il tema della 26° edizione della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, che si apre in questo weekend per concludersi il 24 Maggio: fin da subito saranno molti gli impianti idraulici (le “cattedrali dell’acqua”) aperti eccezionalmente lungo la Penisola; a fare da corollario tantissime iniziative popolari: dai tour ciclopedonali al rafting; da concerti e commedie a corsi di pittura e meditazioni yoga in centrali idrovore.

“Tali proposte – evidenzia ancora Gargano – vanno nella direzione di promuovere una più diffusa cultura dell’acqua, il quarto asset della strategia di adattamento alla crisi climatica, che sosteniamo; gli altri sono: manutenzione idrogeologica, nuove infrastrutture idrauliche, innovazione e ricerca.”

La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione gode del patrocinio di Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nonché di U.N.A.R.G.A. (Unione Nazionale Associazioni Regionali Giornalisti Agroambientali); TGR RAI ha concesso la media partnership.

INAUGURA IL 14 MAGGIO L’ANNO L’ACCADEMICO DELL ’ “ACCADEMIA AGRARIA DI PESARO” E LA PARTNERSHIP CON UNARGA E ARGA MARCHE CON FUNZIONE DI MEDIAPARTNER

L’Accademia Agraria in Pesaro ri-apre i battenti il 14 maggio alle ore 10:00 a Villa Caprile alla presenza di Manfredi Tricca, accademico e scrittore che porrà l’accento su: “L’istruzione agraria cardine e motore dello sviluppo agricolo”.

Oltre al saluto delle autorità e del presidente UNASA (Unione Nazionale delle Accademie Applicate allo Sviluppo dell’Agricoltura) Simone Orlandini, si arricchirà della relazione della presidente dell’Accademia Agraria di Pesaro Franca Gambini.

Inaugura oggi la collaborazione con che con UNARGA (Unione Nazionale Giornalisti Agricoli) e ARGA MARCHE che faranno da cassa di risonanza delle tante attività dell’Accademia Agraria.

IL GRUPPO CREMONINI PROTAGONISTA A TUTTOFOOD 2026. UNARGA INVITA I GIORNALISTI SPECIALIZZATI ALLA VISITA

Il Gruppo Cremonini, leader in Italia nel settore delle carni bovine, salumi e snack, e nella distribuzione al foodservice, è presente a TuttoFood con le società operative nei settori della produzione e distribuzione. L’evento celebra il Made in Italy e l’innovazione agroalimentare, alla Fiera di Milano Rho fino al 14 maggio 2026. L’ultradecennale rapporto di collaborazione con UNARGA e la rete delle ARGA da parte dei responsabili della comunicazione del Gruppo aggiunge un altro tassello di conoscenze e di esperienze per la stampa specalizzata. Lo stand (Pad. 3 Stand E25) rappresenta in modo significativo le aree di business della società nella produzione e distribuzione: carni bovine (Inalca Fiorani), salumi e snack (Italia Alimentari, con i marchi Ibis, Corte Buona, Montagna e Spanino) e Inalca Food&Beverage (distribuzione internazionale del cibo di eccellenza dell’agro-industriale Made in Italy). Inoltre, uno spazio è dedicato a MARR, la società del gruppo Cremonini leader nel settore del foodservice.

L’offerta di carni internazionali

Inalca ha una forte presenza internazionale, con stabilimenti o attività di esportazione in oltre 70 paesi. Nell’attività di trading internazionale, la società vanta un know-how unico, sviluppato in oltre 60 anni di storia, che le permette di selezionare e distribuire le migliori carni al mondo. Recentemente  ha acquisito la distribuzione esclusiva per l’Europa dei 3 più famosi marchi di carni dell’Uruguay: INK (carni Wagyu e Black Angus), UMI-The Art of Beef (Black Angus) e TAURUS GOLD (carni Angus ed Hereford), che per la prima volta vengono presentati a TuttoFood. Questa nuova offerta si affianca alle selezioni pregiate già nel portfolio di Inalca: Greater Omaha (Nebraska), Teys Black Angus (Australia), Diamantina Wagyu Beef (Australia), Japanese Wagyu, Carima (Frisona della Pianura Padana), Mazura (Polonia).

Le carni fresche di Fiorani

L’obiettivo di Fiorani è portare nelle case degli italiani prodotti che semplificano la preparazione senza mai scendere a compromessi sulla qualità. A TuttoFood viene presentata l’evoluzione dell’offerta per il retail: dalle nuove ricette per l’hamburger e tartare, fino al restyling completo della gamma suino, pensata per i nuovi trend di consumo veloci e conviviali.

“La Verace, Vero Gusto Italiano” di IFB

La Verace, Vero Gusto Italiano, è il nuovo progetto di Inalca Food&Beverage dedicato al mondo internazionale della pizza professionale, presentato ufficialmente a TuttoFood come ambasciatore dell’autentico gusto italiano per chef, pizzaioli e appassionati del piatto italiano più famoso al mondo. La Verace nasce da anni di collaborazione con alcuni dei più prestigiosi produttori e artigiani italiani: per loro, una grande pizza non è magia, ma il risultato di una selezione meticolosa, test rigorosi e autentica passione italiana, offrendo una selezione curata di ingredienti, semilavorati e soluzioni premium ready-to-use, pensata per i professionisti della pizza in tutte le sue forme e declinazioni.

La salumeria e gli snack di Italia Alimentari

In occasione di TuttoFood, la società del gruppo specializzata nella produzione di salumi e snack presenta nuove soluzioni pensate per il foodservice e la distribuzione moderna, con focus su praticità, qualità e versatilità. Tra le novità, spicca la nuova linea di vaschette preformate Primo Taglio IBIS, sviluppata in diversi formati per valorizzare salumi italiani di alta qualità. I prodotti, realizzati secondo una lavorazione tradizionale, sono stagionati lentamente, affettati sottilmente e confezionati con cura per garantire una presentazione premium. Le vaschette uniscono estetica e funzionalità e sono disponibili anche per private label.

Lo spazio MARR

MARR presenta un’offerta esclusiva pensata per gli operatori del foodservice. La proposta garantisce una copertura completa attraverso un’ampia gamma di selezioni MARR (Basic, Smart, Plus, Premium ed Extra), sviluppate per rispondere in modo concreto e mirato alle diverse esigenze del settore, assicurando qualità, innovazione, affidabilità e versatilità. Particolare rilievo sarà dato ai prodotti a marchio, elemento distintivo dell’offerta MARR, che esprime valore, costanza ed affidabilità, offrendo soluzioni performanti e distintive pensate per supportare i professionisti del foodservice nella creazione di proposte efficaci e nel controllo del food cost.

Per informazioni: Roberta Ferri, Marketing Inalca, ferri@inalca.it

Luca Macario, Ufficio stampa, luca.macario@cremonini.com

Inalca S.p.A. è la società del Gruppo Cremonini leader in Europa nella produzione di carni bovine e prodotti trasformati a base di carne, salumi, bacon e snack (con i marchi Inalca, Montana, Manzotin, Italia Alimentari, Fiorani e Ibis), e nella distribuzione internazionale di prodotti alimentari del “Made in Italy” (Inalca Food & Beverage). La società, con 8.900 dipendenti, controlla tutta la filiera produttiva, dall’allevamento alla distribuzione, e ha registrato nel 2025 ricavi per oltre 3,75 miliardi di euro, di cui il 44 % in esportazioni. La struttura industriale consta di 26 stabilimenti produttivi (20 dei quali in Italia, 6 nel mondo) e 52 piattaforme logistiche di distribuzione in Polonia, Angola, Algeria, Congo, Mozambico, Costa d’Avorio, Capo Verde, Cina, Tailandia, Malesia, Australia.  Le aziende agricole in Italia sono 11, per una capacità totale di circa 180.000 capi allevati ogni anno direttamente e in soccida.

 Inalca Food & Beverage è la società controllata da Inalca SpA specializzata nella vendita e distribuzione internazionale di prodotti alimentari tipici del Made in Italy, con un modello di sviluppo innovativo ed unico, sostenibile e scalabile. Ha una presenza diretta nei vari mercati, con focus sulle partnership o acquisizioni di piccoli e medi distributori locali in grado di garantire la copertura della “distribuzione dell’ultimo miglio”. IF&B dispone di un catalogo di oltre 10.000 referenze che rappresentano le eccellenze italiane, con filiali in Polonia, Australia, Capo Verde, Tailandia, Cina, Hong Kong e Macao, Malesia, Isole Canarie.

Italia Alimentari è specializzata nella produzione, commercializzazione e distribuzione di salumi e snack. I prodotti di Italia Alimentari dedicati alla salumeria e agli snack sono commercializzati con i marchi Ibis Salumi, Corte Buona, Montagna, Ibis Snack e Spanino. La struttura industriale dell’azienda è costituita da stabilimenti specializzati per tipo di produzione: Gazoldo degli Ippoliti (MN), sede centrale e piattaforma distributiva di tutto il comparto, dove si producono preaffettati e snack; Busseto (PR), sede della produzione di culatello, mortadelle, prosciutti cotti, salami e salumi tipici; Postalesio (SO), dedicato alla bresaola e carpacci; Castelnuovo Rangone (MO) per la selezione e sezionamento di pancette fresche, Mandatoriccio (CS), specializzato nella produzione di eccellenze della salumeria calabrese; Toronto (Canada) dedicato all’affettamento per i mercati Canada e Usa.

MARR è la società leader in Italia nella distribuzione specializzata di prodotti alimentari alla ristorazione extra domestica.

Attraverso un’organizzazione di 1.050 tecnici di vendita e managers, il Gruppo MARR serve oltre 55.000 clienti (principalmente ristoranti, hotel, pizzerie, villaggi turistici, mense aziendali), con una proposta che include più di 30.000 prodotti alimentari, tra cui pesce, carne, alimentari vari, ortofrutta e una significativa offerta di prodotti a marchio proprio, sostenibili e del Made in Italy. La società opera su tutto il territorio nazionale attraverso una rete logistico-distributiva costituita da oltre 40 unità distributive, alcune delle quali con cash&carry, e si avvale di 1.070 automezzi.

A DUE CARRARE (PADOVA) UN NUOVO HUB EUROPEO CHE TRASFORMA I DATI IN CONOSCENZA OPERATIVA CONTRO L’AVANZARE DEL DISSESTO CLIMATICO

di Riccardo Panigada, giornalista scientifico e consigliere ARGAV

I cambiamenti del clima, come l’evoluzione dell’universo o quella biologica, segueno le leggi della “termodinamica del disequilibrio”, come l’ha chiamata Ilya Prigogine (Nobel per la chimica nel 1977), e, dove c’è di mezzo l’entropia, la gestione dei dati diventa parecchio difficile. Certe volte troppo. Infatti si tratta di progressioni non lineari, che determinano, al superamento di alcune “barriere”, la comparsa improvvisa di fenomeni estremi, che cambieranno drasticamente lo scenario di un territorio.

Per spiegare il fenomeno in biologia si può ricorrere alla cosiddetta “legge del tutto o niente”: per esempio, se in una cellula il livello di un neurotrasmettitore è appena al di sotto di una certa soglia, il segnale nervoso non passa, ma basterà l’arrivo di pochissime molecole in più per far scattare lo spike…Ma c’è sempre da qualche parte chi accetta una sfida, e, per avere il coraggio di farlo, in tal caso, bisogna avere competenze e vedute larghe, ovvero essere veramente interdisciplinari, tanto da estendere i propri studi dalla filosofia e scienze umane alle cosiddette hard sciences, cioè le scienze esatte (matematica e logica) e le scienze naturali (biologia, chimica e fisica).

Così, mentre negli Stati Uniti d’America si è appena eliminato dai programmi scolastici lo studio dei classici greci, in Italia, e in particolare in Veneto, a Due Carrare (Padova), c’è un’azienda altamente tecnologica, che, partendo dalla formazione, inizialmente umanistica, ma poi interdisciplinare del suo fondatore, è arrivata a offrire soluzioni concrete in tempo reale a compensazione delle sempre più frequenti emergenze climatiche che colpiscono il territorio, con una capacità di analisi dei fenomeni atmosferici basata su celle geografiche di un chilometro quadrato. “Ciò che oggi è più che mai necessario, superando la pura e semplice comunicazione delle catastrofi climatiche – ha rilevato Massimo Crespi, presidente di Radarmeteo-Hypermeteo -, è puntare sulla chiarezza del messaggio, ovvero bisogna fornire scenari con dei numeri, indispensabili all’assessment di assicurazioni, banche, consorzi di bonifica, pronto soccorsi, e ad aziende come Terna (impegnata nella duplice transizione energetica e digitale), la quale deve competere a livello mondiale con una conoscenza climatica numerica, che consenta di descrivere il trading energetico”.

Infatti, ACER (Agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia), dallo scorso anno ha richiesto che le aziende dell’Unione monopoliste dell’energia nei singoli stati forniscano un aggiornamento quartorario (prima orario) sul consumo di energia. Ciò comporta l’assoluta necessità di poter fornire dati certificati e di elevata qualità. “Come prova del nostro lavoro sulla qualità dei dati storici (intendendo col termine “storici” tutti gli attimi che precedono fino a quello attuale) verificati e verificabili – ha proseguito Crespi – possiamo affermare per esempio di aver cambiato radicalmente lo scenario delle contestazioni assicurative nel mondo agricolo, con una o due contestazioni all’anno, con 400mila aziende agricole attive in Italia”.

Ma di fronte all’attuale contesto “liquido” (vicariando il termine da Zygmunt Bauman), Crespi sottolinea la necessità di avere sempre una continua attenzione etica sulla scelta delle future impostazioni aziendali di Radarmeteo-Hypermeteo – per esempio in merito all’utilizzo dell’IA (Intelligenza artificiale) – al fine di differenziare, mediante costante analisi ermeneutica della direzione da prendere, la politica aziendale e le effettive strategie da quella degli altri provider. Francesco Dell’Orco, cofondatore e amministratore delegato di Hypermeteo, costituitasi nel 2021 come emanazione di Radarmeteo (fondata nel 2007), ha poi illustrato i servizi di supporto operativo, previsione e fornitura di dati climatici altamente rappresentativi, che l’azienda fornisce in un formato utile a essere integrato nei sistemi di processo delle aziende clienti, che vanno dal settore assicurativo a quello delle piattaforme marittime.

In sostanza, il motore tecnologico di Hypermeteo si avvale anche di Data Scientists che integrano nell’IA i dati osservativi delle stazioni meteo, dei satelliti, e dei radar, per estrarre una griglia ordinata di dati omogenea nel tempo, che è successivamente facile da integrare in sistemi terzi. La IA, riducendo gli errori e le incertezze, ha reso i sistemi di Hypermeteo interessanti anche per il settore assicurativo, che ormai puntualmente verifica con i propri periti la congruenza delle entità dei danni denunciati dai propri clienti, con i dati che risultano pertinenti a ogni singola azienda agricola e con una risoluzione chilometrica. Andrea Chini, amministratore delegato di Radarmeteo, ha quindi sottolineato che le due realtà aziendali operano in modo sinergico e che Radarmeteo è focalizzata in particolare sul supporto operativo, per esempio per la pianificazione dell’operatività aeroportuale. “Ma – ha proseguito Chini – diciamo anche al cliente che cosa fare per mitigare l’impatto climatico estremo, per esempio sulle infrastrutture (nei ponti e negli elettrodotti vi sono materiali con coefficienti di dilatazione elevati), e in tutti i settori che operano a cielo aperto. Siamo inoltre pionieri nell’aver sviluppato un algoritmo che stima la grandezza dei grani di grandine, sulla proiezione storica come su quella previsionale con un now casting di un’ora. Ma, a questo proposito, in base ai nostri dati storici, si può anche indicare i luoghi dove converrà installare nuovi impianti fotovoltaici su grandi estensioni: nelle nostre griglie, infatti, ogni chilometro quadrato, c’è il dato storico fino a 30 anni fa, ma anche lo scenario creato mediante rianalisi (analisi retrospettiva)”. Per la nuova release del sistema di elaborazione dati di Radarmeteo-Hypermeteo è già stato richiesto il brevetto europeo.

Anche se è evidente che nei prossimi dieci anni le attività antropiche causeranno l’aumento dell’inquinamento atmosferico, continua a esservi una polemica su quanto riguarda le emissioni, ma anche solo basandosi sull’osservazione naturale dei cicli solari, e dell’oscillazione dell’asse terrestre, si può agevolmente osservare come sia cambiato il clima da 70/80/100/400 mila anni a questa parte. Per tornare a temperature come quelle attuali bisogna andare indietro di 65 milioni di anni. E, mentre perfino il Burkina Faso ha un servizio meteorologico nazionale riconosciuto attraverso la collaborazione con l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), con la stazione principale situata a Ouagadougou Aero, l‘Italia è uno dei pochi paesi al mondo a non averlo. “A livello nazionale, ci si avvale oggi di 27 enti, come per esempio le Arpa, che non interagiscono tra loro, per cui per ottenere il dato di una media nazionale bisogna interpellare 27 diverse realtà, mentre per istituzioni e imprese è sempre più necessario ottenere in tempi stretti dati climatici di qualità, al fine di far fronte al dissesto climatico– ha rilevato Crespi.

Infatti, con l’avanzata dell’anticiclone africano e lo spostamento a ovest di quello delle Azzorre si verificherà una grande siccità al Sud della penisola italiana, con la scomparsa di ambienti favoriti dalla permanenza di climi antichissimi come le steppe montane mediterranee, che consentono l’esistenza di piante, come, per esempio, il pino loricato, che hanno sette-ottocento anni, e che sono straordinarie vestigia preistoriche di interazioni tra ambienti diversi. In Italia, inoltre, tutti gli eventi si sono già acuiti di oltre il 20%: siamo un hot spot dell’attuale ondata di calore che colpirà a breve l’economia a Nord del Paese e la dorsale tirrenica dove sono concentrate più aziende e infrastrutture, anche se, per quanto riguarda l’aumento del calore in termini percentuali assoluti, sarà più colpito il meridione e le coste campano-laziali.

“Non vi è dubbio che i consorzi di bonifica dovranno ritarare la canalizzazione secondo nuovi standard climatici, che sono da riformulare tenendo conto dei drastici cambiamenti della periodizzazione dei fenomeni atmosferici… ma tutti questi interventi non devono essere isolati e provvisori, serve assolutamente tornare a un’attenzione vera e costante verso il pianeta Terra, come ormai dimostrano e asseriscono non solo gli scienziati, ma anche importanti pensatori contemporanei e come già sostenevano gli antichi filosofi fondatori della cultura europea: solo per citare Platone “la terra è un pianeta sensibile” – ha concluso Crespi.

DAZI, TUTELE E NUOVE SFIDE DEL LAVORO AGRICOLO CON ARGA LOMBARDIA LIGURIA A BRESCIA

Nuovo appuntamento di formazione giornalisti in Lombardia promosso dalla Fondazione Enpaia. Il corso, dal titolo  “Dazi, tutele e nuove sfide del lavoro agricolo: welfare, legalità e filiere del Made in Italy”, si terrà giovedì 21 maggio 2026, dalle ore 14:00 alle 18:00, presso la sala conferenze di EBAT Brescia, in Via Creta 52. L’iniziativa è organizzata dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e da ARGA Lombardia e Liguria, con il patrocinio di EBAT Brescia e l’ispirazione scientifica della Fondazione ENPAIA, in collaborazione con Regione Lombardia e Consorzio di Bonifica Oglio Mella.  La scelta di Brescia non è casuale: la provincia rappresenta uno dei poli più dinamici dell’agroalimentare italiano, con filiere zootecniche d’eccellenza, produzioni diversificate e un sistema di bonifica che sostiene un territorio complesso e altamente produttivo. In un contesto globale segnato da tensioni commerciali, instabilità geopolitica e nuove sfide per la sicurezza alimentare, il corso offrirà ai giornalisti strumenti aggiornati per interpretare i cambiamenti in atto e raccontarli con rigore professionale.

Un programma ricco di contenuti con voci autorevoli. L’ apertura dei lavori ed i saluti istituzionali del corso saranno porti da: Riccardo Sorrentino, Presidente ODG Lombardia; Giorgio Piazza, Presidente Fondazione Enpaia; Rossella Gazzaretti, Presidente EBAT Brescia; Simona Tironi, Assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Lavoro; Fabio Benati, Segretario ARGA Lombardia e Liguria (moderatore). Si tratta di una cornice istituzionale completa, che riflette la collaborazione tra mondo giornalistico, sistema bilaterale agricolo, Regione e Fondazione.

Dopo i saluti istituzionali, il pomeriggio formativo entrerà nel vivo con interventi dedicati ai temi di:

  • Politiche sociali e welfare nel sistema Italia, a cura di Massimo Fiorio in rappresentanza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • Contrasto al caporalato e tutela del lavoro vero in agricoltura, con Il Col. Loris Baldassarre Comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Milano;
  • Il ruolo della bonifica nella catena del valore del Made in Italy agroalimentare della Lombardia, con Cesare Dioni, Direttore del Consorzio di Bonifica Oglio Mella;
  • Connessioni e l’impatto dell’AI in agricoltura nuovi dazi e choke points, a cura di Giuseppe Peleggi, responsabile Direzione Studi, Ricerche e Rilevazioni statistiche Enpaia.

Sono previsti due question time per favorire il confronto diretto con i relatori.

OGGI 22 APRILE 2026 GIORNATA DELLA TERRA: CUSTODIAMO IL FUTURO, INSIEME

IL TURISMO AGROALIMENTARE DI UNARGA È PARTITO DAI MUSEI DEL CIBO DI PARMA

I giornalisti in visita al Museo del Pomodoro

di Anita Tassinato

Tra le proprie specializzazioni giornalistiche UNARGA ha aggiunto nel Congresso di Cavallino Tre Porti quelle del turismo agroalimewtare, ambientale e enogastronomico. L’efficacia di questa scelta ha avuto una conferma recente in un viaggio stampa alla scoperta dei Musei del Cibo della provincia di Parma.

Gli efficaci materiali di comunicazione dei Musei del Cibo della provincia di Parma

Il punto di ritrovo è stata la Corte di Giarola, in comune di Collecchio, nel Parco Regionale Fluviale del fiume Taro, un suggestivo complesso che, alla fine dell’Alto Medioevo, assunse l’aspetto di Curtis agricola , luogo di passaggio e di ristoro dei pellegrini della Via Francigena, centro di gestione e di protezione del fertile territorio agricolo circostante, con abitazioni di contadini, un mulino, una chiesa, un convento e grandi stalle. Dal periodo napoleonico si insediarono i primi proprietari terrieri con manodopera bracciantile.  E’ qui che all’ inizio del ‘900 sorse una delle prime fabbriche di conserve del pomodoro accanto a un più antico caseificio e ad un allevamento di suini. Progressivamente restaurata, la Corte ospita il Museo del Pomodoro con cinque sezioni tematiche, dalla scoperta nelle Americhe fino alle macchine per le conserve, agli imballaggi e ai materiali di promozione e comunicazione. Da qui è iniziato il percorso giornalistico alla scoperta dei Musei del Cibo della provincia di Parma, guidato dal Direttore Giancarlo Gonizzi e che ha coinvolto Lisa Bellocchi, rappresentante per l’Italia nel Consiglio mondiale e nel Network europeo della stampa agroalimentare. Il Presidente di UNARGA Fnsi Roberto Zalambani unitamente al Presidente del Collegio Sindacale e Consigliere nazionale dell’Ordine Emilio Bonavita, al Presidente dell’ARGA Emilia-Romagna Andrea Guolo, alla Delegata per la provincia di Parma Francesca Caggiati e al foto videl maker Enrico Zermani, collaboratore della Gazzetta dell’Emilia. La Corte di Giarola ospita anche il Museo della Pasta con otto sezioni espositive, dal grano e dalle modalità di coltivazione, dalla macinazione nelle varie tipologie di mulini e dalla preparazione casalinga della pasta fresca per proseguire con l’ illustrazione dei primi pastifici industriali fino alle più moderne tecnologie che garantiscono prodotti di qualità costanti nel tempo. Sala Baganza ospita il Museo del Vino che,nel territorio parmense, si sviluppo’ grazie ai Celti che per primi lo consumavano schietto nei bicchieri. Dalle caratteristiche della vita della sua coltivazione, le ampie sale accompagnano i visitatori nei racconti della vendemmia, dell’amore per la Malvasia di Garibaldi e di Giuseppe Verdi. Tutto ci accompagna fino in enoteca: rito, storia, arte, botti, cavatappi,etichette, varietà, bottiglie, storie di produttori. Felino ospita il Museo del Salame che mantiene il nome della località e le cui prime tracce risalgono a un documento di Niccolò Piccinino del 1436. A testimonianze documentali e archeologiche si sommano gli oggetti contadini di norcineria e produzione casalinga con il prezioso pepe in grani, la storia del tritacarne fino alle più evolute tecnologie di produzione.
I giornalisti si sono complimentati con coloro che coordinano, gestiscono e curano l’accoglienza nei Musei del Cibo della provincia di Parma anche per i materiali di comunicazione che rendono facili i percorsi e piacevoli le visite.

IL 15 APRILE A PADOVA L’INCONTRO “IL CLIMA NON ASPETTA: BIOCARBURANTI, LA FALSA ALTERNATIVA AL PETROLIO”

In occasione della Padova Climate Action Week, il WWF approfondirà il ruolo dei biocarburanti nella transizione energetica e i loro reali impatti climatici, ambientali e sanitari.

Mercoledì 15 aprile alle ore 11:00, a Padova, presso la sede di Banca Etica nella Sala Impastato in via Tommaseo 7, il WWF organizza l’incontro pubblico “IL CLIMA NON ASPETTA: BIOCARBURANTI, LA FALSA ALTERNATIVA AL PETROLIO”. Un appuntamento di approfondimento – nell’ambito della Padova Climate Action Week– sul ruolo dei biocarburanti nella transizione energetica e sui loro reali impatti climatici, ambientali e sanitari, con particolare attenzione alla Pianura Padana. Si partirà dai dati sull’inquinamento, particolarmente grave in Pianura Padana, e dai dati dell’ARPA Veneto. Esperti WWF, ricercatori, Transport & Environment e GHGMI, presenteranno dati scientifici aggiornati che mettono in discussione l’efficacia dei biocarburanti – soprattutto quelli di prima generazione – come soluzione alla decarbonizzazione dei trasporti, evidenziando al contrario i rischi legati a emissioni, uso del suolo e monocolture intensive. Nel confronto emergerà come l’elettrificazione resti la via maestra per una mobilità a zero emissioni locali.

Interverranno:

  • Carmelo Motta, Delegato regionale WWF Veneto
  • Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia WWF Italia
  • Luca Zagolin, ARPA Veneto – Unità Organizzativa Qualità dell’Aria
  • Carlo Tritto, Transport & Environment
  • Domenico Gaudioso, Greenhouse Gas Management Institute Italia
  • Massimiliano Varriale, WWF Italia

Modera Fabrizio Stelluto, Presidente Associazione Regionale Giornalisti Agroambientali di Veneto e Trentino-Alto Adige.

L’incontro è aperto alla stampa. Al termine saranno disponibili relatori per interviste.

Accrediti stampa: Si chiede ai giornalisti interessati a partecipare di confermare la propria presenza contattando Desirèe Martinoja

Mail: d.martinoja@wwf.it

Tel: 339 502 2794

QUI programma e locandina dell’evento >>  

APERTE LE ISCRIZIONI AL PROGRAMMA EWA – EMPOWERING WOMEN IN AGRIFOOD. UNARGA MEDIA PARTNER

EIT Food, l’iniziativa leader in Europa per l’innovazione alimentare, annuncia l’apertura ufficiale delle candidature per l’edizione 2026 di Empowering Women in Agrifood (EWA). Il programma, che mira a colmare il divario di genere nel settore agroalimentare, si focalizza quest’anno sul modulo “Grow”, un percorso di accelerazione dedicato a imprenditrici con idee innovative o startup in fase iniziale. Media partner UNARGA Fnsi.

In Italia, il programma è implementato dal Future Food Institute, che agisce come partner locale per lo scouting, la formazione e il coordinamento delle attività sul territorio. Le aspiranti imprenditrici hanno tempo fino al 26 aprile 2026 per presentare la propria candidatura. Colmare il divario di genere per un sistema alimentare resiliente. Nonostante le donne rappresentino più della metà della popolazione dell’UE, la loro presenza ai vertici del settore primario resta marginale: secondo i dati Eurostat, solo il 28% dei leader delle aziende agricole nell’Unione Europea è donna. EWA nasce per ribaltare questa statistica, fornendo alle donne le competenze e la fiducia necessarie per guidare il cambiamento verso un sistema alimentare più sostenibile e giusto. Dalla sua nascita nel 2020, il programma ha già supportato con successo oltre 450 imprenditrici in 17 Paesi.

Il percorso EWA Grow 2026 Il programma “Grow” in Italia selezionerà 10 partecipanti, si svolgerà tra maggio e novembre 2026, e prevede:

  • Mentoring individuale: 1-to-1 con esperti del settore per sei mesi.

  • Formazione su misura: workshop su business model, gestione finanziaria, proprietà intellettuale e leadership.

  • Accesso al network: partecipazione a masterclass e ad eventi di matchmaking con l’ecosistema agrifood tech.

  • Demo Day finale: una competizione in cui i migliori progetti si contenderanno premi del valore di 10.000€ e 5.000€ per supportare lo sviluppo dell’impresa.

Sara Roversi, Presidente del Future Food Institute, sottolinea l’importanza dell’iniziativa: “Con Empowering Women in Agrifood mettiamo al centro le donne che stanno guidando la rigenerazione del settore, portando innovazione, sostenibilità e un cambiamento positivo per il futuro”Roberto Zalambani, Presidente UNARGA, considera il ruolo della stampa specializzata particolarmente utile a promuovere questa opportunità che aiuta le donne imprenditrici ad acquisire consapevolezza delle proprie capacità imprenditoriali e creative.

Requisiti e modalità di partecipazione
La “call” è rivolta a persone che si identificano in donne, residenti in Italia che abbiano un’idea imprenditoriale solida o una società costituita da massimo 3 anni nel settore agrifood con investimenti ricevuti minori di 60.000 euro. I progetti devono essere allineati alle missioni di EIT Food, con particolare attenzione ad aree quali l’agricoltura resiliente, le biotecnologie e la diversificazione delle proteine.

Le candidature devono essere presentate entro la mezzanotte del 26 aprile 2026 gratuitamente sulla piattaforma di EIT Food registrandosi e seguendo le indicazioni di questo link: https://www.myeitfood.eu/s/login/?ec=302&startURL=%2Fs%2Fxx-call-for-proposals%2Fa1EP50000035DEDMA2%2Fcall-for-participants-of-empowering-women-in-agrifood-ewa-programme-m2-2026

INFORMAZIONI SU EIT FOOD

EIT Food è l’iniziativa leader in Europa per l’innovazione alimentare. Lavora per rendere il sistema alimentare più sostenibile, sano e affidabile. È una delle otto comunità di innovazione istituite dall’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT), un’organizzazione indipendente dall’UE creata nel 2008 per promuovere l’innovazione e l’imprenditorialità.

Il consorzio è composto da più di 100 enti, tra cui industrie chiave, aziende leader in questo settore, startup, centri di ricerca e università provenienti da 16 Stati membri dell’UE. La sede del sud Europa è situata in Spagna (a Madrid e Bilbao) e lavora con partner come: Acesur, AIA, Angulas Aguinaga, AZTI, Caviro, Consiglio Nazionale delle Ricerche, CSIC, AN Group, Granarolo, Hub Innovazione Trentino, Inalca, International Iberian Nanotechnology Laboratory (INL), Mondragon Corporation, PeakBridge, Strauss, Technion, UAM, UNITO, l’Università di Bologna e il Volcani Institute of Agricultural Research.

Il programma viene implementato in Italia grazie al Future Food Institute, un ecosistema composto da più organizzazioni che condividono la stessa visione di migliorare il mondo attraverso il cibo: il fulcro è un’anima filantropica, la Fondazione Future Food Institute, impegnata in formazione, ricerca e advocacy, che viene affiancata da Società Benefit, le quali lavorano per rendere tangibile il cambiamento.

Per più informazioni:

Call ufficiale: https://www.eitfood.eu/files/EWA-Grow-2026_Call-Guidelines-for-Participants.pdf

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