Fabrizio Stelluto, vice Presidente vicario di UNARGA, è stato confermato all’unanimità Presidente di Argav nel corso dell’Assemblea elettiva svoltasi a Monselice a Villa Contarini il 13 dicembre 2025.
Renzo Michieletto è stato confermato Vicepresidente, così come rimangono in Direttivo: Gian Omar Bison, Emanuele Cenghiaro, Maurizio Drago, Romina Gobbo, Marina Meneguzzi, Mauro Poletto unitamente ai membri di diritto Efrem Tassinato, Donato Sinigaglia, Mimmo Vita. Le nuove entrate sono quelle di Sara Zanferrari e Riccardo Panigada unitamente a Mattia Frizzera (Trentino Alto Adige) nel Comitato Tecnico-Scientifico assieme ai confermati Clara Grossi, Alessandro Bedin, Andrea Saviane, Sandra Chiarato, Edoardo Comiotto. Gli aderenti hanno eletto Mirka Cameran (Segretaria Tesoriere), Nadia Donato, Giorgio Pavan, Ornella Michieletto.
“Nel prossimo mandato – ha affermato Stelluto nel discorso di insediamento – proseguiremo l’attività formativa, che ci caratterizza da sempre (prossimo appuntamento: sabato 10 gennaio 2026 tradizionale visita al presepe e al territorio di Segusino nel Trevigiano), puntando ad essere sempre più un network professionalizzato per essere punto di riferimento non solo per il mondo agricolo ed ambientale, ma anche per enti locali e soggetti del territorio. Contestualmente proseguiremo l’impegno all’interno della categoria e del Sindacato, di cui siamo gruppo di specializzazione, su temi come la formazione e la libera professione, senza dimenticare la salvaguardia della libertà di stampa in Italia ed all’estero”.
In occasione dell’Assemblea associativa, cui è intervenuto il Presidente U.N.A.R.G.A., Roberto Zalambani, è stato anche consegnato l’annuale Premio A.R.G.A.V. destinato a personalità, che con la loro attività diano lustro al territorio; quest’anno la scelta è caduta sull’attore ed autore Andrea Pennacchi che, nel ritirarlo, si è detto particolarmente onorato di un riconoscimento attribuito da suoi conterranei. Recita la motivazione: “Sguardo sornione ed ironico è un osservatore critico di questo Veneto, che non solo gli ha dato i natali, ma ne attraversa la produzione artistica. Fedele a se stesso, si infila nei personaggi, prendendone le misure e facendole proprie. A dispetto di una fisicità importante entra sempre in punta di piedi, ma poi si prende lo spazio necessario, affermandosi. Voleva fare il pilota e di quel sogno rimane lo sguardo dall’alto a disegnare una terra, che ci aiuta a conoscere con gli spettacoli e la scrittura per indurci ad esserne progenie migliore: missione quasi impossibile, ma lui non sembra tipo da arrendersi. Per questo, gli diciamo grazie.”

























