La serie espositiva del Museo Civico Archeologico di Bologna “Il medagliere si rivela” offre, fino al 13 gennaio, un originale sguardo su “Natura in nummis”: cioè, quelle monete il cui tipo dominante si rifà a piante, frutti e fiori.
Curata da Lisa Bellocchi e Laura Marchesini, la mostra spazia cronologicamente dalle più antiche coniazioni greche fino ai contemporanei euro, passando per le serie della Repubblica Italiana immediatamente successive alla fine della Seconda guerra mondiale. L’esposizione, ad ingresso libero nelle ore di apertura del Museo Civico Archeologico di Bologna, mira a spiegare con alcuni eminenti esempi la ragione delle scelte iconografiche che nei millenni hanno effettuato i responsabili delle monetazioni.
Nel mondo della Grecia antica, ci sono “tipi parlanti” come la rosa (“rodon” in greco) dell’isola di Rodi o il sedano (“selinon”) a Selinunte e la melagrana (nel dialetto greco locale “side”) a Side in Panfilia (Turchia). Oppure ci sono tipi che richiamano la principale produzione del territorio: il grano a Metaponto, l’orzo a Leontinoi, la vite (e il vino) a Thasos, la palma da dattero a Cartagine. Nel mondo romano, sia repubblicano sia imperiale, le spighe di grano ritornano spesso, come emblema dell’abbondanza, alla base del benessere e della pace della Res publica. Interessanti anche le piante medicinali, come il papavero e il silfio. Per valorizzare il ruolo salvifico degli imperatori, essi sono spesso rappresentati con corone di quercia (pian
ta sacra a Zeus) o di alloro.
Nelle prime monete dell’Italia repubblicana, immediatamente successive alla Seconda guerra mondiale, compaiono molti tipi vegetali (arancia, spighe, olivo e vite, ma anche un aratro e un contadino che ara), simboli della base economica agricola del Paese. Le iconografie vegetali giungono anche fino agli euro: Germania, Austria e Finlandia raffigurano le loro piante spontanee più iconiche, per sottolineare l’impegno per la tutela della natura.
Grazie alla collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici ed Accademia Nazionale di Agricoltura, alla mostra “Natura in nummis” si affiancheranno incontri di approfondimenti, con interventi di numismatici e di botanici. Il primo incontro, fissato per mercoledì 11 novembre, sulla rosa, avrà come relatori Giovanni Battista Vigna per AISN e Maria Eva Giorgioni per ANA. Al successivo, il 18 novembre, sul silfio e le piante “perdute” interverranno Fabio Pettazzoni per AISN e Alessandro Chiarucci per ANA. Tutte le informazioni su https://www.museibologna.it/archeologico/

























