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PRODURRE ENERGIA SENZA IMPATTO AMBIENTALE

L’agricoltura si trova oggi di fronte a un bivio fondamentale e una sfida senza precedenti: produrre di più e meglio, riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Ridurre l’impronta di carbonio (carbon footprint, ossia la misura di quanti gas a effetto serra vengono emessi lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole) non è più solo un requisito ecologico o un’etichetta verde, ma è diventato un fattore decisivo di competitività aziendale e un preciso obiettivo della transizione ecologica europea. Ed è proprio qui che entra in gioco il biogas, insieme al biometano e all’economia circolare.

Per decenni, molti sottoprodotti agricoli e zootecnici sono stati considerati semplici scarti o, peggio, un problema da smaltire. Oggi, grazie all’innovazione tecnologica e alla ricerca, la prospettiva si è totalmente ribaltata.

Il biogas rappresenta l’esempio perfetto di economia circolare applicata alla terra: ciò che prima era uno scarto diventa una risorsa energetica rinnovabile e programmabile.

E il residuo del processo di fermentazione, il digestato, torna nei campi come ammendante e fertilizzante naturale, riducendo l’uso dei concimi chimici di sintesi e restituendo sostanza organica al suolo.

Di tutto questo si parlerà attraverso gli interventi di accreditati esperti del settore nel convegno “Dal campo all’energia – certificazione biogas e impronta di carbonio nella filiera agricola” che si terrà il 10 novembre alle 10:30 nell’aula magna dell’Istituto Tecnico Agrario “L. Perdisa” di Ravenna (via dell’Agricoltura 5). Il convegno è organizzato dall’Istituto con la collaborazione del Rotary Club di Ravenna.

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