Intervenendo al simposio “L’IA e il futuro della dignità umana”, ospitato a Roma dalla Pontificia Accademia per la Vita, Qu ha sottolineato che la rivoluzione tecnologica in corso rischia di ampliare il divario tra aree urbane e territori più fragili se non guidata da principi etici e solidaristici.
Nel giorno della pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, il direttore della FAO ha paragonato l’attuale rivoluzione dell’IA agli sconvolgimenti della Rivoluzione Industriale, richiamando la necessità di mettere la tecnologia al servizio della persona.
Qu ha ricordato l’adesione della FAO alla Rome Call for AI Ethics e il lavoro dell’Organizzazione per portare innovazione digitale nei sistemi agroalimentari, attraverso programmi dedicati all’agricoltura, alla gestione del suolo e al sostegno agli agricoltori.
Secondo il direttore generale, l’IA deve rafforzare le capacità umane senza sostituirle, favorendo una prosperità condivisa e nuove opportunità per i giovani nelle campagne. “Non possiamo mangiare l’IA”, ha ammonito Qu, ribadendo che “il progresso tecnologico deve restare uno strumento al servizio dell’uomo e non il contrario.”
























