di Rino Cardone, Consigliore UNARGA per la Basilicata
Dopo una lunga attesa la “fragola della Basilicata” ha ottenuto il riconoscimento dell’”Indicazione Geografica Protetta” (IGP) da parte dell’Unione Europea. La registrazione del “marchio di qualità” è avvenuta dopo regolare procedura amministrativa: divisa a metà tra il Ministero italiano delle Politiche Agricole e la Commissione Europea. L’atto finale è andato in Gazzetta Ufficiale (GUUE) il 5 novembre del 2025. Ci sono voluti due anni – a partire dal 27 marzo del 2023 – per raggiungere questo ambizioso risultato: frutto dell’impegno, non solo, dei funzionari dell’”Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura” (ALSIA) che hanno avviato l’iter per ottenere la “certificazione di qualità”, ma anche del lavoro di “selezione varietale” portato avanti (con lucida visione produttiva e con grande senso di responsabilità programmatoria, a medio e a lungo termine) dagli agricoltori di nove territori locali dell’arco jonico lucano. 
Ci riferiamo ai Comuni di: Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Tursi. Si deve a loro, innanzitutto, a questi fragolicoltori della provincia di Matera, il successo che è stato ottenuto a livello europeo, riuscendo a mettere a punto una varietà di grande qualità e capace di rispondere alle esigenze, sempre più crescenti, da parte del consumatore. Il prodotto che ne è venuto fuori è una fragola: dal colore brillante e lucente; con tonalità che vanno dal rosso chiaro, al rosso intenso; dalla forma conico-allungata e dalla polpa soda e succulenta. L’aroma di questo frutto è molto intenso. Il gusto è equilibrato, tra il dolce e l’acidulo, e reca con sé le note fruttate e fresche che sono tipiche delle diverse cultivar che compongono il vasto patrimonio arboreo, di circa 1.100 ettari, di questo aerale lucano. Ci riferiamo alle varietà: Sabrosa, Melissa, Syria, Fortuna e Rossetta.
Con la “fragola della Basilicata IGP” il metapontino si conferma ai vertici nazionali della coltivazione della fragola insieme con: la Sicilia, il Veneto e con la Piana del Sele e l’Aversano, in Campania. È bene, in ultimo, ricordare l’impegno che è stato profuso, nel corso del tempo, dal “Comitato Promotore” per il riconoscimento della “Fragola della Basilicata IGP” costituito da alcune “Organizzazioni di Produttori” (OP) lucane, tra cui: AOP Arcadia, OP Terre della Luce, OP Agorà, OP Athena, OP Primosole, OP Ancona e Apofruit.

























