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“I CUSTODI DELLA BIODIVERSITÀ” AD ARZERELLO. IL MINISTERO DELL’AMBIENTE PREMIA IL PROGETTO DI WIGWAM

Wigwam Clubs Italia APS è tra le 12 organizzazioni premiate da co-finanziamento nell’ambito dell’Avviso pubblico 2026 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica riguardante l’educazione ambientale. Tra i progetti selezionati a livello nazionale, quello di Wigwam è l’unico di una associazione con sede in Veneto.

Il progetto “I Custodi della Biodiversità” sarà attuato ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), presso la sede di Wigwam e operativa di UNARGA, ed interesserà un fosso lungo la strada rurale di Via Porto, già luogo di attività didattiche. L’obiettivo è di valorizzare – in forma funzionale ed anche a scopo dimostrativo – un ambiente, quello del fosso appunto, solitamente ritenuto un avvallamento unicamente preposto allo smaltimento delle acque meteoriche quale corridoio ecologico e di protezione della biodiversità. Inoltre, quale essenziale componente della memoria storica del paesaggio rurale e nondimeno identitario delle comunità locali e quindi di recupero culturale e apprendimento. L’intervento si colloca nel cuore della Saccisica, area tra Padova e Chioggia, storicamente legata alla bonifica e connotata da un fitto reticolo idraulico minore, ma anche ecologicamente connessa e limitrofa a quella rientrante di Rete Natura 2000 della Laguna di Venezia. In questo quadro, i fossi rurali costituiscono la naturale cucitura ambientale tra campagne e aree umide, che in qualche modo mitigano la pervasiva cementificazione e gli effetti dei cambiamenti climatici.

Il progetto prevede la messa a dimora di specie autoctone igrofile, tipiche degli ambienti umidi, e attività di monitoraggio dell’avifauna, dei rettili e degli anfibi con il supporto di esperti. Nella fase progettuale saranno coinvolti un consistente gruppo di studenti della Primaria Umberto I di Piove di Sacco e dell’Istituto De Nicola, indirizzo agrario, attraverso incontri educativi, attività pratiche sul campo e momenti di osservazione guidata. Ma, la possibilità di fruizione del laboratorio, sarà permanente e aperta a tutte le scuole e ai gruppi giovanili del territorio. Inoltre, i già molti camminatori e ciclisti che transiteranno lungo Via Porto, potranno godere, con vista dalla strada pubblica, di questa piccola oasi longitudinale e trarre informazioni dalla bacheca informativa. Gli studenti parteciperanno anche alla redazione di testi, disegni e materiali narrativi sull’esperienza che avranno vissuto. Una parte del percorso sarà dedicata alla raccolta di testimonianze da genitori e nonni sul “fosso di un tempo”, per collegare il dato scientifico alla memoria del paesaggio rurale.

La presentazione pubblica del progetto avverrà il 31 luglio 2026 presso il Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Pd). Mentre si concluderà con un evento finale di restituzione, la realizzazione di una bacheca informativa, una guida alle buone pratiche per la cura dei fossi, un video divulgativo e la consegna agli studenti dell’attestato di “Custode della Biodiversità”.

“Il riconoscimento ottenuto conferma il valore di un’idea semplice ma concreta: restituire ai fossi rurali una funzione ecologica, educativa e comunitaria”, dichiara Efrem Tassinato, Presidente di Wigwam Clubs Italia APS. “Con ‘I Custodi della Biodiversità’ vogliamo coinvolgere i giovani non solo come destinatari, ma come protagonisti attivi nella cura del territorio. L’auspicio è che questa esperienza possa diventare un modello replicabile anche in altre Comunità Locali Wigwam.” Da Arzerello, “I Custodi della Biodiversità” viene lanciata una piccola sfida senz’altro replicabile anche in altri territori, attivando la collaborazione tra scuole, esperti, Enti Locali, associazioni agricole e Consorzi di bonifica e di quanti altri soggetti sono impegnati nella cura del paesaggio rurale.

Il progetto rappresenta una prassi che unisce educazione ambientale, monitoraggio scientifico, memoria del territorio e partecipazione delle scuole. Esso potrà offrire non solo alla Rete Wigwam ma anche ad altri portatori di interesse un modello operativo concreto per valorizzare fossi, siepi, confini agricoli e piccoli spazi verdi come presìdi di biodiversità e luoghi di cittadinanza attiva.

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