Categorie

Archivio

IL TURISMO AGROALIMENTARE DI UNARGA È PARTITO DAI MUSEI DEL CIBO DI PARMA

I giornalisti in visita al Museo del Pomodoro

di Anita Tassinato

Tra le proprie specializzazioni giornalistiche UNARGA ha aggiunto nel Congresso di Cavallino Tre Porti quelle del turismo agroalimewtare, ambientale e enogastronomico. L’efficacia di questa scelta ha avuto una conferma recente in un viaggio stampa alla scoperta dei Musei del Cibo della provincia di Parma.

Gli efficaci materiali di comunicazione dei Musei del Cibo della provincia di Parma

Il punto di ritrovo è stata la Corte di Giarola, in comune di Collecchio, nel Parco Regionale Fluviale del fiume Taro, un suggestivo complesso che, alla fine dell’Alto Medioevo, assunse l’aspetto di Curtis agricola , luogo di passaggio e di ristoro dei pellegrini della Via Francigena, centro di gestione e di protezione del fertile territorio agricolo circostante, con abitazioni di contadini, un mulino, una chiesa, un convento e grandi stalle. Dal periodo napoleonico si insediarono i primi proprietari terrieri con manodopera bracciantile.  E’ qui che all’ inizio del ‘900 sorse una delle prime fabbriche di conserve del pomodoro accanto a un più antico caseificio e ad un allevamento di suini. Progressivamente restaurata, la Corte ospita il Museo del Pomodoro con cinque sezioni tematiche, dalla scoperta nelle Americhe fino alle macchine per le conserve, agli imballaggi e ai materiali di promozione e comunicazione. Da qui è iniziato il percorso giornalistico alla scoperta dei Musei del Cibo della provincia di Parma, guidato dal Direttore Giancarlo Gonizzi e che ha coinvolto Lisa Bellocchi, rappresentante per l’Italia nel Consiglio mondiale e nel Network europeo della stampa agroalimentare. Il Presidente di UNARGA Fnsi Roberto Zalambani unitamente al Presidente del Collegio Sindacale e Consigliere nazionale dell’Ordine Emilio Bonavita, al Presidente dell’ARGA Emilia-Romagna Andrea Guolo, alla Delegata per la provincia di Parma Francesca Caggiati e al foto videl maker Enrico Zermani, collaboratore della Gazzetta dell’Emilia. La Corte di Giarola ospita anche il Museo della Pasta con otto sezioni espositive, dal grano e dalle modalità di coltivazione, dalla macinazione nelle varie tipologie di mulini e dalla preparazione casalinga della pasta fresca per proseguire con l’ illustrazione dei primi pastifici industriali fino alle più moderne tecnologie che garantiscono prodotti di qualità costanti nel tempo. Sala Baganza ospita il Museo del Vino che,nel territorio parmense, si sviluppo’ grazie ai Celti che per primi lo consumavano schietto nei bicchieri. Dalle caratteristiche della vita della sua coltivazione, le ampie sale accompagnano i visitatori nei racconti della vendemmia, dell’amore per la Malvasia di Garibaldi e di Giuseppe Verdi. Tutto ci accompagna fino in enoteca: rito, storia, arte, botti, cavatappi,etichette, varietà, bottiglie, storie di produttori. Felino ospita il Museo del Salame che mantiene il nome della località e le cui prime tracce risalgono a un documento di Niccolò Piccinino del 1436. A testimonianze documentali e archeologiche si sommano gli oggetti contadini di norcineria e produzione casalinga con il prezioso pepe in grani, la storia del tritacarne fino alle più evolute tecnologie di produzione.
I giornalisti si sono complimentati con coloro che coordinano, gestiscono e curano l’accoglienza nei Musei del Cibo della provincia di Parma anche per i materiali di comunicazione che rendono facili i percorsi e piacevoli le visite.

Comments are closed.